domenica 13 febbraio 2011

LA DONNA DELLA DOMENICA



Buona domenica care mie. Anticipazione del ferale giorno. Per quanto qualcuno volesse evitare di pensarci, è impossibile. LOVE IS IN THE AIR. Siamo circondati da messaggi pubblicitari che ci ricordano che domani è San Valentino. Giornata che scompiglia gli animi, in un modo o nell'altro. Eh sì, c'è poco da fare. Li scompiglia nel bene o nel male, ma li scompiglia. C'è chi freme al pensiero della serata con il fresco innamorato e già immagina il momento, e rimira il pacchettino pronto da giorni, risultato di una preparazione di mesi. C'è poi chi si professa estraneo al San Valentino: non mi tocca, non mi tange. Mai festeggiato. Ma, sotto sotto, e non lo dirà mai, spera che l'altro/a si ricordi del giorno e si presenti con una sorpresa. Poi c'è chi è esausto, di festeggiamenti e regali, e non sa più cosa inventarsi, ed è stressatissimo/a perchè questa festa diventa una fatica. Ma ignorarla non se ne parla.
Ci sono i grandi poi, gli splendidi. Quelli che basta essere insieme e la giornata sarà perfetta. Un brindisi e tante coccole.
Poi ci sono i single, che devono comunque subire questo bombardamento mediatico di amore consumistico. Roba da reazione cutanea.

L'altro giorno, su Facebook, ho postato una foto dell'anello 100% amore di Dodo. Anellino furbamente uscito nei negozi il primo di febbraio, una striscina di oro rosa con incastonato un cuoricino rosso, di rubino sintetico. Molte di voi l'avranno visto.



L'ho postato perchè mi piaceva (fa parte di quel kitch che mi attrae, a volte un pò di ironia in ciò che si indossa rallegra la giornata), come oggetto, a prescindere dal fatto che lo desiderassi come regalo o meno. E poi perchè chiedere regali quando esiste la possibilità che se una cosa mi piace, me la posso anche comprare io stessa? (ah, grazie femminismo anche per questo! e per chi non l'avesse letto ancora, date un'occhiata al post di domenica scorsa). Con le amiche, in particolare con la dolcissima Bai Ling, si scherzava sul fatto che avremmo potuto regalarcelo a vicenda.
Ieri poi, mentre attendevo dal parrucchiere che la graffiatura faccesse il suo effetto sui miei capelli, sfogliando una delle ultime Vanity Fair (quella con la vincitrice di X-Factor in copertina), trovo il trafiletto di Silvia Paoli, LOST IN FASHION. Raccontava che aveva visto in vetrina l'anello 100% amore, e che le era piaciuto. E spinta da uno slancio se l'era comprato! Decidendo di farsi un regalo, di festeggiare il suo fidanzamento ufficiale con se stessa. Grande Silvia!
Questo forse è lo spirito giusto per affrontare la giornata che verrà. Vogliamoci bene noi, prima di tutto. Il resto poi verrà.
E' buffo il fatto che a distanza di pochi giorni, sia noi su Fb che lei su Vanity, avessimo avuto lo stesso pensiero. Che sia un anellino stregato? Sai mai cosa si usa al giorno d'oggi per i rubini sintetici.

Questa cosa poi mi ha fatto subito anche pensare a quella puntata di Sex &The City in cui Carrie, dopo aver smarrito le sue scarpine nuove a casa di un'amica convertita a "madre di famiglia moralista", decide per riaverle, di organizzare una lista nozze da Manolo Blahnik perchè ha deciso di sposarsi con se stessa!
Come la Paoli ci ha fatto capire nel suo post, è difficile a volte essere single, quando tutto il mondo intorno sembra essere stato creato per la coppia. Non importa quanto tu stia bene. Ci sarò un momento in cui prima o poi ti faranno sentire come un 1 a cui manchi il suo +1.

Non so come la pensate voi al riguardo, attendo commenti, ma credo che avere un giorno per ricordare di volere più bene a se stessi sia importante. E soprattutto indiscriminato. Accoppiati e non, siete pronti? Domani, via libera ad un regalino (care mie, se siete fra quelle che avete già nell'armadio almeno 3 capi della nuova collezione, beh, lasciate la carta di credito al suo posto!!! Direi che voi avete già consumato il vostro bonus Sanvalentinesco ;-))

BUONA DOMENICA A TUTTE!!!! E UN BACIONE DALLA BUNBURY :-)








domenica 6 febbraio 2011

LA DONNA DELLA DOMENICA.



Finalmente. Ci siamo. O almeno credo. Di questi tempi le mie certezze sono davvero ridotte all'osso o, più scientificamente parlando, ai minimi termini (ma non chiedetemi se ricordo ancora la scomposizione matematica per minimi termini, la mia risposta è NO!).
Era da tempo che mi frullava per la testa la voglia di parlare un pò di me, dei pensieri che mi vagano per la mente (sarà che sono così tanti che o spazio sta terminando e sento il bisogno di dargli un ordine?) di cosa penso, sento. In una maniera più slegata dagli argomenti centrali del mio blog. E col tempo l'idea si è fatta mano a mano più concreta; ho avuto per settimane pensieri e frasi già compiuti in testa a cui mancava solo di essere scritti ma, questa sorta di bolla di incertezza che ultimamente mi circonda, mi impediva di renderli nero su bianco.
L'idea del titolo me la sono trovata in testa già pronta. Ovviamente il primo rimando è al bellissimo romanzo di Fruttero & Lucentini, che ho amato e amo molto, perchè leggendolo sa lasciare nel lettore immagini così nitide di quel periodo che non si può evitare di calarsi nella trama. E poi mi ricorda l'atmosfera di Torino, un'altra città italiana che ho nel cuore: nobile, austera, pallida, signorile. Questi sono gli aggettivi che collego a Torino; per me questa città è proprio come una donna misteriosa, che ti attre e ti affascina. Non so perchè.
Il secondo rimando lampante per appassionati blogger è al già noto "Gatto della Domenica" di L'armadio del Delitto. Un buffo angolino per farci sorridere che la brillante Signora del Delitto ci lascia (un bacio, un saluto e un grazie amica blogger!!! :-).  "La donna della domenica" presuppone un appuntamento che si ripete nel tempo, un'abitudine, ed è questa proprio la mia intenzione, una sorta di rubrica in cui ritrovarsi, per condividere pensieri su vari argomenti, in un giorno un pò più tranquillo degli altri.

ROMANTICISMO, DOVE SEI?

Ultimamente mi capita spesso di pensare a quanto io sia un'inguaribile romantica, nonostante io cerchi di nascondermi dietro la mia facciata di cinismo, e quanto poco di romantico sia rimasto al giorno d'oggi. Voi non l'avete notato? Non intendo il romanticismo svenevole e mieloso da telenovela, o da ode di Keats (e chiedo scusa a Keats per il poco simpatico accostamento!), quanto romanticismo nella concezione dell'essere femminile, nel modo di rapportarsi ad esso da parte del mondo maschile, quell'aura di attenzioni e riguardi. Sarà che questo è il pegno da pagare per la nostra indipendenza? Non che io riuscirei mai a rinunciare alla mia indipendenza, al mio lavoro, ma mi viene da pensare che la vittoria del femminismo abbia dato all'uomo una "giustificazione" per esimersi da certi comportamenti. Voi che ne pensate?
Qualcosa tipo: "Hai voluto essere indipendente? E allora sentiti orgogliosa di pagare la cena". :-)
Ecco, qualcosa del genere. Abbiamo desiderato essere al pari dell'uomo in tutto ed ora ci ritroviamo quasi ad essere noi "a portare i pantaloni".
Recentemente una mia amica ha apertamente "invitato" il fidanzato ad andare a comprarle l'anello di fidanzamento... Era questo ciò a cui tanto anelavamo?
Quante volte al giorno vi capita che vi venga aperta la porta da chi sta avanti a voi e poi vi ceda il passo per farvi entrare (escludere dalla statistica nonno e papà, please)?
Quante volte sull'autobus, un uomo seduto si alza per cedere il proprio posto ad una signora? Io prendo l'autobus 2 volte al giorno, in orari di punta e vi posso assicurare che non ho mai visto un uomo alzarsi per far sedere una signora anziana, oppure con molti sacchetti della spesa, meno che mai una signora giovane! Hanno il loro sguardo fisso al finestrino, verso un infinito che solo loro vedono, concentrati a mantenere la loro tranquilla conquista. Solo le donne si alzano e si scambiano favori! (e conoscendo la famosa "solidarietà fra donne", questa cosa è ancora più spaventevole! ;-)
Dov è finito l'uomo sicuro di sè e scattante, che non ha bisogno di un seggiolino ma che sa chiederti la cosa giusto al momento giusto, che è attento alle cavolate che a te ogni tanto fa piacere che venga prestata attenzione, che sappia guardarti con quello sguardo tanto decantanto da quello spot da dopobarba (lo sguardo dell'uomo "che non deve chiedere mai") ed intimidirti piacevolmente? Un gentiluomo che sappia quando è il momento giusto per cedere il passo o per le maniere decise..


Non lo so. Ma una mia amica l'altro giorno ha detto una cosa che mi ha illuminata. Stavamo parlando di romanzi e scrittori meritevoli e lei ha detto: "...comunque a mio parere non dovrebbero mai e poi mai permettere di far leggere alle adolescenti romanzi delle Bronte e della Austen!!! Rischi di crescere con una visione contorta dell'amore e del romanticismo! Dovrebbero permetterli dopo i 25 anni, quando hai già avuto un assaggio della realtà e sei perfettamente consapevole della definizione di FICTION" (quanto è saggia la mia amica... e se pensate che ha solo 23 anni!).
Dunque, calcolando che i miei primi innamoramenti seri sono stati per Mr. Rochester e Mr. Darcy (ebbene sì, il burbero/stronzo ma col cuore d'oro ed i modi da gentiluomo vince sempre), dovrei preoccuparmi? ;-)




Sono forse io a non essere al passo coi tempi e a rimpiangere un passato ormai obsoleto?
E' questo il giusto prezzo da pagare per la nostra indipendenza?
Mmmm.... non ne sono convinta. Una via di mezzo ci deve essere e questa potrebbe essere un buon compromesso.
Ma aspetto le vostre opinioni, a patto che non mi diciate di essere circondate da nipoti di Mark Darcy! ;-)

Per il momento...una buona domenica!

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