
HEELS OR BAGS? BOOKS OR TRAVELS? PLACES, PEOPLE, MOOD, FOOD. LET'S TALK ABOUT IT. WITH A CUP OF TEA.
venerdì 25 giugno 2010
giovedì 24 giugno 2010
FEVER PITCH AND T-FLAGS (How to survive the FIFA World Cup)
Here we are. Silence down the streets, now almost desert. From now on 90 minutes will pass this way. Here in the office, only females are at their desk. Men adduced meeting outside, children who need a visit to the doctor (have you ever heard about a man who offered himself to take the baby to the doc without having been asked before?????), the plumber at home and nobody that could open him the door, etc etc..How all this is possible? It is more than possible! ‘Cause we’re in Italy and the soccer match (to whom may be more alien than me I’m talking about the Soccer World Cup) it’s going to start.
“Homo sum. Et nihil humanum a me alienum puto”: nay, my dear Seneca, this time I’m not with you. I definitely prefer to be an alien, than a human being, talking about soccer fever. Every 4 years the same: all the town is a greenwhitered, people keep wearing those terrible blue-Italy T-shirts (I don’t know how else I could define that shade of blue, it doesn’t match to any other colour, but people keep wearing it with everything). Then I already hear in my mind the screams that will follow (or won’t it depends..), horn choruses down the streets…OK, OK. I think you get the point.
Let’s try to find something positive about this World Cup…Uhm Uhm..YES! We colud rescue the Patrizia Pepe T-Flags collection!! Don’t you know it?It is a T-Shirts collection released this month, with World flags glittered on a white basis; they’re not directly connected with the World Cup but, let me say, it is at least a good marketing campaign! ;-). I like the Japan T-shirt very much. At the Union Jack too.
This collection is not only nice, but also it makes good (we have already observed how fashion and charity are more and more cooperating, often developing great sinergies), since the selling contributes to finance together with Terre des Hommes the “Case del Sole” in Port au Prince, Haiti. These are structures created to take care and teach to children with no family, to preserve them from violence and exploitation.
Queste magliette non sono solo belle, ma fanno anche del bene (abbiamo già notato in passato come sempre più spesso moda e iniziative charity lavorassero in parallelo, creando spesso positive sinergie): Patrizia Pepe contribuisce al finanziamento del progetto in collaborazione con Terre des Hommes che garantirà la donazione di banchi di scuola e lettini per l’orfanotrofio nella Casa del Sole di Sacre Coeur ad Haiti, Port au Prince. L’obiettivo dell’iniziativa è l’adozione dell’intera Casa del Sole e delle sue attività a favore dell’infanzia. Le Case del Sole sono centri di accoglienza per l’infanzia, volti alla promozione del diritto allo studio, alla tutela della salute e alla protezione dei bambini dalla violenza e dallo sfruttamento.
domenica 20 giugno 2010
WEEKEND AT THE SEASIDE, AT LAST! (PART 2)
Abbiamo scollinato nelle Marche prima di tutto perché ricordavo un weekend degli anni passati in questa zona, a Sirolo, e ricordavo in particolare un’acqua bellissima, cristallina. Secondo perché ero molto curiosa di provare il “Clandestino” uno dei locali del famoso chef Moreno Cedroni.
La baia di Portonovo è stata una piacevole scoperta sia per la sua bellezza naturale che per il Clandestino susci bar (nessun errore! è scritto proprio così, ad indicare la sua specialità, il pesce crudo ma all'italiana).
Il locale si presenta come un tipico baretto a ridosso della spiaggia, in legno dipinto di blu intenso e ampie vetrate che guardano l'orizzonte.
Fuori, una veranda ospita acuni tavolini e sedie in legno, per godersi la brezza marina tra le frasche. Noi abbiamo optato per il tavolo all'aperto, e di giorno, è spettacolare.
Un'altra cosa stupenda di questo posto è il silenzio. Nonostante in spiaggia ci fossero diversi gruppi di turisti, regnava una tale pace, ogni rumore era attutito, non saprei dire se per qualche particolare conformazione della zona o che altro.
Abbiamo scelto di inziare con un aperitivo (piccolo spuntino) da accompagnare con del vino bianco, e a seguire un'insalata di pesce.
Subito dopo l'ordinazione ci è stato servito del pane al farro (che hanno continuato a portare a ripetizione, non appena il sacchettino in carta si stava per svuotare) e ci è stato consigliato di degustarlo con un olio buonissimo! un delicato olio d'oliva aromatizzato allo zenzero e melissa.
I piatti si sono commentati da soli: squisiti! Soprattutto gli scampi crudi all'arancia con vinagrette di pomodori.
WEEKEND AT THE SEASIDE, AT LAST! (PART 1)
Adoro il mare, il caldo, il sole. Non posso negarlo. Per me l'estate vuol dire passare almeno qualche momento sdraiata, simil lucertola, sotto al sole, facendosi cullare dal suono delle onde del mare che si rifrangono sulla riva.
mercoledì 16 giugno 2010
VINTAGE!
…or at least vintage for my closet, as it refers to old clothes from my younger years (OK, I’m not SO old as to refer to my younger years’ clothes as vintage! just to say..I’m sure you got the point).
Anyway, while on Sunday I was trying to create an order in my closet (as I always try to do when I’m supposed to have nothing else to do) I bumped into a box containing my old clothes: things that doesn’t fit me anymore but I’m not ready to lose, things that are so old fashioned that even if they fit it’s impossible to wear again (but I know that fashion is very similar to the concept of history that Pico della Mirandola had, that everything come back again and so I’m not throwing away anything, sure that one day or the other, they’re will be re-hab to the world).
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..o per lo meno vintage per il mio armadio, perché mi riferisco ad abiti della mia gioventù (OK, non mi ritengo COSI’ vecchia da riferirmi ai miei abiti giovanili come vintage..facevo per dire..e sono certa che avete capito anche voi). Comunque, mentre domenica scorsa stavo cercando di dare un senso al mio armadio (attività che svolgo abitualmente quando credo di non aver altro da fare…e che non concludo mai con successo) sono incappata in una scatola conenente miei vecchi vestiti: capi che non mi vanno più bene ma che non sono pronta a buttare (lo sarò mai?), capi così fuori moda che anche se mi entrano ancora sono impossibili da indossare oggi (ma io so che le dinamiche della moda sono del tutto simili a ciò che prospettava per la storia il buon Pico della Mirandola coi suoi corsi e ricorsi e quindi aspetto, certa che un giorno questi abiti verranno riabilitati alle passerelle!).
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In the middle of all that coloured stuff (yes, incredible, but when I was I little girl I really loved colours!) I found 2 pieces that I wanted to share with you. I liked them so much years ago and never had the courage to throw them away! And while I was looking at them, I convinced myself that they still are great pieces! And still liked them.
First of all, both of them are hand made, no logo, just my mum’s seamstress and her precious hands. You have to know that when I was a little girl, my mum often used to have her dresses handmade. She asked for one or two new dresses per season, depending on what was trendy, what she saw in the magazines. Very different from what are we used today, with at least two new dresses per day! And the quality too, was a very different concept.
As we lived on Lake Como, Como was the ideal place where to buy good fabrics, especially silk. Como has a worldwide tradition in creating silk fabrics, quite all fabrics used by the most important names in the fashion system came from there (I fear now it’s a bit different). Silk manufactures created fabrics, decided colours, what to print on them, they really influenced the trend of that season’s collection. My mum (and my granny) used to buy silk from Mantero’s manufactures, one of the most famous families with a tradition in silk manufactures.
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Nel mezzo di tutti quei capi colorati (già, incredibile, ma quando ero piccolo amavo I colori!) ho trovato 2 pezzi che volevo assolutamente condividere con voi. Mi piacevano un sacco e non ho mai avuto il coraggio di buttarli pur non avendoli indossati per anni. E mentre li guardavo con attenzione, mi sono convinta che sono tutt’oggi dei gran pezzi! E che ancora mi piacciono.Prima di tutto, entrambi sono confezionati a mano, nessuna etichetta, solo l’arte e la fatica di una sarta e delle sue preziose mani. Dovete sapete che quando ero bimba mia mamma si faceva spesso confezionare gli abiti dalla sarta (immagino anche le vostre mamme). Si faceva fare uno o due abiti per stagione, a seconda di ciò che era di moda, o che vedeva su di un giornale. Non era certo come capita a me oggi, di comprare magari due abiti, ma al giorno! Ed anche la qualità immagino fosse un concetto differente da oggi. Poiché vivevamo sul lago di Como, questa città era il posto ideale dove comprare ottimi tessuti in seta. Como ha una tradizione riconosciuta a livello mondiale per la lavorazione della seta, quasi tutti i tessuti utilizzati dalle grandi case di moda venivano da lì (e anche questa cosa temo sia cambiata nel tempo). I setifici ideavano i tessuti, sceglievano i colori e le fantasie, erano veramente in grado di influenzare le collezioni di moda. Mia madre (e anche mia nonna) erano solite acquistare grandi pezzi di seta al setificio Mantero (poi spesso capitava che la mia gonna fosse della stessa fantasia di quella della ma sorellina e del top di mamma..;-), una delle più prestigiose famiglie comasche di artigiani della seta.
It’s incredible but it still fits me! Maybe that why it is just a big sheet of silk, with 2 laces that you can fix on the back with a great bow. It’s very comfortable to say the truth, ideal for a night out at the seaside. What do you think?
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La seta della maxi gonna a portafoglio viene dalla Mantero. Mi è stata fatta che avevo 13 o 14 anni e l’ho usata un sacco (immagino fosse trendy per una teenager di allora avere la gonna alla caviglia..). Mi va ancora bene! Probabilmente perché in fondo è a portafoglio e quindi si adatta abbastanza, si fissa con un bel fiocco sulla schiena. E’ davvero comoda! Ed ideale per una serata d’estate al mare. Cosa ne pensate?
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Il secondo reperto archeologico è questo cocktail dress, l’ho fatto fare dalla sarta per la festa di fine anno del Liceo. Avevo 18 anni e ho visto quest’abito su di un giornale, era di una qualche collezione Armani. Me ne sono innamorata e così mia madre è corsa alla ricerca di una stoffa simile, e l’ha trovata! E’ in cotone, a lavorazione nido d’ape. L’originale era solo di una gradazione di giallo più pallido (che forse lo rendeva più mettibile?). Continuo ad amare questo abito, ma mi è difficile portarlo in occasioni appropriate. Non sono solita frequentare concitai party in campagna o party a Wimbledon dopo una partita a tennis o ancora a celebrare il trionfo di William o Harry dopo una gara di polo. Uffi. Come pensate che potrei sfruttare questo abito?
lunedì 14 giugno 2010
BIRTHDAY PRESENTS
;-) that's for BaiLing! I don't know how she did, but these are the famous Parisienne Macarons my sister brought me! She put them in the fridge!!! I have to admit that they were quite good, considering their troubled life..
E questi sono per te BaiLing! I famosi macarons parigini che portò mia sorella! Non so come ha fatto..o meglio sì che lo so! Li ha congelati! E devo ammettere che alla fine non erano poi così male...considerata la loro trvagliata esperienza! ;-)
But now I know, you're all waiting for the new "baby" in my house... ;-) Are you ready??
..so...there SHE IS!!
Ora lo so, state tutti aspettando di conoscere la mia nuova creatura!!! Siete pronti???
ECCOLA!
Her name is Vivian, from Coccinelle SS collection 2010. It's in leather, a denim shade. It's a wonderful colour, I was looking for this shade also last summer but didn't find anything similar. Then, this year, I saw this bag on Coccinelle website..And it was love at first sight! A bit less romantic for Mr. B, as it wasn't available in the Bologna store. But they all were very kind and took very seriously my need for that precise bag in that precise colour and in the end they found it in another store. And now she's mine.
Il suo nome è Vivian, appartiene alla collezione primavera estate di Coccinelle. E' in pelle, di vitello morbidissimo, color denim. E' un colore meraviglioso e stavo cercando una borsa di questa tinta sin dall'estate scorsa ma senza successo. Poi, quest'anno ho visto questa borsa sul sito di Coccinelle...ed è stato amore a prima vista! Un pò meno romantico è stato per Mr. B, poichè non avevano questo modello presso lo store di Bologna. Ma tutto il personale è stato molto gentile ed hanno perfettamente compreso la mia esigenza di avere QUELLA BORSA IN QUEL COLORE, ed alla fine l'hanno trovata in un altro negozio. Ed ora è MIA!
martedì 8 giugno 2010
venerdì 4 giugno 2010
GIOVANI DESIGNER, C'E' ANCORA TEMPO!!!





