martedì 30 marzo 2010

PERSONAL SHOPPER - PRIVALIA E AMKA


La mia proposta di shopping per questa settimana è un pò particolare: niente borse, scarpe o cosmetici ma vi suggerirò di acquistare un aiuto concreto per chi ha (molto) meno di noi. Cosa ne pensate di un mattone? O una scrivania? O forse meglio una bella lavagna e un set di cancellini. Niente paura, non sto vaneggiando, continuate a leggere...


L'idea non è mia, anche se la sponsorizzo caldamente, ma di Privalia, il numero uno degli outlet online, e mi è stata raccontata da Arianna, curatrice del blog del sito.

Mi spiego meglio: dal 26 marzo fino al 16 aprile sarà possibile, previa iscrizione a Privalia, contribuire al progetto "A Gift to Build" che, in collaborazione con AMKA Onlus, ha l'obiettivo di costruire un'intera scuola nel villaggio di Mose in Congo!

COME FARE?

Basterà accedere a Privalia e dalla vetrina dedicata ad Amka scegliere tra i diversi materiali necessari per la costruzione e gestione per due anni di una grande scuola. Ci sono 4 "sottovetrine": costruire, in cui potrete acquistare dai mattoni, alla vernice, dai chiodi agli attrezzi da lavoro veri e propri; insegnare, dove trovate matite, gessi, libri di testo, carte geografiche, banchi e persino finanziare un mese di stipendio per un insegnante (99 euro..sic..); imparare, offre la possibilità di acquistare quaderni, palloni per giocare, attrezzi per la pulizia, le uniformi per i bambini ed i libri di testo per gli insegnanti. I prezzi sono per tutte le tasche; nell'ultima sezione dello shop, basta poco per prendere parte, è anche possibile acquistare una sola quota di un prodotto dei precedenti: la buona azione è alla portata di tutti!

AMKA
"AMKA onlus è un’associazione no profit fondata nel 2001, che realizza progetti di sviluppo responsabile nei paesi del Sud del Mondo.
AMKA promuove attività di sviluppo autonomo per sostenere il processo di ricostruzione del tessuto economico e sociale e garantire i diritti di base attraverso la partecipazione attiva della popolazione.
Nella Repubblica democratica del Congo, AMKA, in collaborazione con l’Associazione gemella AMKA Katanga, porta avanti un progetto di sviluppo integrato intervenendo nei settori dell’educazione dei bambini, dell’alfabetizzazione degli adulti, della sanità, dell’accesso all’acqua, del microcredito, del commercio equo e della lotta alla trasmissione verticale dell’HIV/AIDS."

PRIVALIA

Privalia non è nuova a queste inziative: già a Natale 2009, sempre con AMKA Onlus ha lanciato il progetto "A gift to give" e grazie al contributo dei soci ha potuto raccogliere 20.000 euro di prodotti per i villaggi del Congo. Questa volta la metà è più ambita: arriva a 50.000 euro! Ma noi soci di Privalia siamo già tantissimi! E con un piccolo contributo da parte di tutti questa cifra potrà essere facilmente raggiunta.

Per chi non fosse ancora socio di Privalia e non conoscesse ancora la realtà degli outlet online consiglio un primo giretto perlustrativo del sito che non lascerà delusi. Le vetrine del sito ogni giorno offrono un'ampia scelta di proposte di shopping delle grandi marche a prezzi, appunto, da outlet: calzature, abbigliamento, casalinghi, tecnologia; è difficilissimo non farsi stuzzicare (attenzione: le varie campagne hanno durata limitata nel tempo!)... Alcuni marchi internazionali poi non sono facilmente reperibili nelle nostre città e Privalia è una comoda alternativa. In questi giorni ad esempio è in corso la campagna del marchio di calzature salvadorsapena (e non solo... ma questa campagna ha inevitabilmente attirato la mia attenzione di shoe-addicted!!! ;-). Quale migliore occasione dunque, se non il sito di Privalia, per unire al nostro diletto anche un bel gesto altruista che ci lascerà appagati nel cuore. Tutti su Privalia!

lunedì 29 marzo 2010

FASHION SCRAPBOOK

SPRING TIME

La primavera è nell'aria. E anche nel mio armadio! Capi irrinunciabili: un bel paio di jeans, con un risvolto carino che faccia capolino quando con le ballerine accorciarli è d'obbligo (questi hanno una fetuccina con delle stelline blu), una Tee passepartout - e la Cameo di Sioux è perfetta - un maglioncino leggerissimo, lungo con cinturino in vita color greige, colore della stagione e caldamente consigliato da Cinzia Felicetti per gli incarnati categoria Audrey.
Ho scelto un lilla-lavanda come tocco di colore che richiami gli alberi in fiore per la sciarpa in tessuto di bambù (non scherzo, lo dice l'etichetta!) o per il cardigan a manica corta.
Spring is in the air. And in my closet! Essentials: my favourite denim jeans, a gorgeous tee (and my Cameo by Sioux is simply perfect), a greige cardigan (and greige happens to be one of the favourite colors for an "Audrey Hepburn" carnation). A touch of colour? I go for a scarf or a short sleeve cardigan in pale lilac, like the blossoming trees out of my window.









mercoledì 24 marzo 2010

IN DENIM WE TRUST


Here we are. Il grande giorno delle Italian Fashion Bloggers è arrivato. Si dia inizio alla celebrazione del DENIM! Oggi siamo tutte per lui, il tessuto ormai tanto ibrido da adattarsi alle piùs svariate occasioni.

Il mio contributo presenta uno dei miei modi preferiti di indossare il denim, ovvero il business casual. Una bella giacca ed un paio di plateau possono rendere chic anche il paio di jeans più all'avanguardia.

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Here we are. the D-day has finally come. Let's celebrate DENIM! Today, all Italian Fashion Bloggers are joining the "IN DENIM WE TRUST" campaign, dedicating this more than famous pattern, their daily outfit. My choiche is one of my favourite ways to wear denim, the business casual style.

Jeans Diesel Lhela

Shirt Zara Woman

Jacket Imperial

Plateau Dei Mille

Bangle and Pendant Anna Lou of London




Qui di seguito trovate i link di tutti gli ITFB che partecipano all'evento:

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Here below you can find a list of all the ITFB joining the "IN DENIM WE TRUST" campaign:


lunedì 22 marzo 2010

STILL LIFE: CHANEL





Doing some little exercising on a subject I especially like: Chanel makeup! ;-)
(I'm pretty sure Cezanne would have done the same if he just got the chance to portray this perfect still life scene!).
'night everybody!

venerdì 19 marzo 2010

...AND A NEWBORN SHOP!

L’altra novità del giorno è l’apertura dell’e-shop della carissima e innegabilmente talentuosa SIOUX! Con un’esperienza di più di 15 anni nel mondo della moda ed uno dei più interessanti ed originali fashion blog del momento in attivo, Sioux ci presenta la sua prima capsule collection (ultimamente fa molto figo dire così e ne approfitto! ;-) di t-shirt più un primo modello di shopping bag. Inutile dirvi che è amore a prima vista. Le tees sono romanticamente femminili e versatili al tempo stesso: perfetto abbinamento al denim o ad un look più spiccatamente rock. Perle, fiocchi e catenine dorate ad effetto trompe d’oeil arricchiscono le stampe; ogni modello è diverso dall’altro, ogni capo è unico! Una tira l'altra, come dei gustosi bon-bon. La mia t-shirt preferita è la Cameo. E la vstra? Non perdete l'occasione di aggiungere al vostro armadio una delle prime creazioni di Sioux!
(Le immagini sono tratte da www.si-oux.com)

NEWBORN BLOG!

Oggi vi voglio invitare a far conoscenza con un nuovo blogspot-esperimento dal titolo Ceci n'est pas TCP/IP che sono convinta meriti di essere condiviso, non tanto per la mia conoscenza dell'autore (anche se ciò in effetti rappresenta una garanzia di qualità..;-), quanto per il talento che ha saputo dimostrare sin da subito. In questo mondo di social network e duepuntozeristi da perderci la testa se non si ha la pazienza di seguire il filo vero e proprio della "ragnatela" di contatti, http://www.cecinestpastcpip.blogspot.com/ ci riporta al ricordo della carta stampata e di come è bello perdersi con l'immaginazione fra le parole di un nuovo romanzo. Eh già, perchè uno dei primi post di questo blog, se non il primo in assoluto, ci fa intendere che un'avventura è appena iniziata e ci promette emozioni! L'atmosfera richiama quelle di Blade Runner o di Black Rain, con il tocco della "fanta-ratio", permettetemi il neologismo, che solo un background di letture asimoviane può forgiare. Il mix è poi completato dalle "turbe" di una mente-processore irrimediabilmente IT Oriented.
Sono certa che presto la storia si svilupperà e Mr. B saprà tener testa alle aspettative. Per il momento a lui va un grandissimo IN BOCCA AL LUPO!

giovedì 18 marzo 2010

PERSONAL SHOPPER

EFORPEOPLE: QUANDO LA MODA INCONTRA LA SOLIDARIETA'

Oggi per l'angolo suggerimenti shopping vorrei condividere una scoperta che ho fatto questa mattina e che ritengo molto interessante perchè unisce la passione per la moda e per gli acquisti a qualcosa di benefico. Sto parlando di Eforpeople, un online shop (ma non solo) promosso da Baby nel Cuore, una Onlus nata a Bologna nel 1993 con l'obiettivo di promuovere progetti di aiuto a distanza e interventi di solidarietà a favore di bambini bisognosi. In questo momento il ricavato delle vendite servirà alla ricostruzione di un orfanotrofio crollato col recente terremoto in Abruzzo.

I prodotti in vendita sul sito sono divisi fra: abbigliamento donna, abbigliamento uomo, abbigliamento young, accessori, gioielli, casa, cantina (vendita online di olio, formaggio, vini pregiati) e la sezione più succulenta, la Vintage Collection (!!!!). Proprio in questi giorni poi Eforpeople ha ricevuto una donazione speciale dalla contessa Alessia Sassoli De Bianchi di oltre 1000 capi di alta moda fra cui abiti Valentino, tailleur YSL , pellicce D&G, borsette di Gucci, Hermes, Fendi e Borbonese, scialli colorati, gonne di Marc Jacobs e giacche di Chanel. Una meraviglia per gli occhi. E per il portafoglio (vi dico solo che un tailler di YSL è venduto a 150 Euro)! I capi sembrano nuovi, in ottime condizioni. Alcuni di questi, a detta della benefattrice, sono stati indossati una sola volta. E sinceramente non stento a crederlo. Se una donna si libera di 1000 capi per beneficienza...riuscite ad immaginare quanto grande sarà il suo armadio?!? Dev'essere difficile indossare più di un giorno all'anno lo stesso abito... Prova della qualità dei capi venduti (o della bontà degli acquirenti?) è il fatto che i pezzi vanno a ruba! Molti sono già stati venduti ahimè.. comprese un paio di 2.55 matelassè da far girare la testa! Per non parlare di una Kelly...

Coraggio..è ora della buona azione quotidiana! ;-)

martedì 16 marzo 2010

4a GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA (..e me la sono persa!)


Leggendo il blog "Style and the City" di Miranda di Style.it ho scoperto di essermi persa ieri, 15 marzo, la Quarta Giornata Mondiale della Lentezza! Perdindirindina! Non che mi sia persa chissà che evento ( e per di più, visto che uno dei miei soprannomi è: "Laurà! Laurà! Laurà!! - da leggersi con accento lombardo-milanese e intonazione concitata e ansiotica - temo che tale giornata avrebbe potuto avere su di me l'effetto che l'acqua santa dovrebbe fare al diavoletto); non erano in realtà previste manifestazioni particolari, se non una riflessione sui ritmi abituali delle nostre giornate ed una presa di coscienza che in effetti "andare più lenti, è possibile" (lo dite voi ai pendolari che la sera alle 7 si riversano dall'uscita della linea gialla di Milano verso la Stazione Centrale? Sempre che non vi calpestino prima..;-). Devo ammettere che l'idea è bella. E l'elenco dei 14 comandalenti reperibile dal sito dell'organizzazione di volontariato L'Arte del Vivere con Lentezza offre interessanti spunti di riflessione. Vediamo un pò nel dettaglio in cosa consistono i 14 comandalenti e rispettivamente come me la cavo nel settore..


1) Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria.

Direi che partiamo male..Come svegliarsi prima?!?Io sono bravissima già così ad esser lenta la mattina! Colazione di certo già ora senza fretta. Allegra sono allegra, ma forse ad un interlocutore esterno non traspare molto.. Diciamo che il primo punto l'ho superato al 75%.


2) Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare mentalmente la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello.

OK per programmare la serata (lo faccio d'abitudine al rientro dall'ufficio... le migliori ricette le ho inventate durante queste attese! ;-). L'arrabbiatura dipende molto dalle cause concomitanti e dalla stanchezza, ma potrei resistere... purchè non mi si chieda di far 2 chiacchiere col vicino di carrello! Punto superato al 75%.


3) Se entrate in un bar per un caffè: ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell'uscita(questa regola vale per tutti i negozi, in ufficio e anche in ascensore).

Entro di rado al bar per un caffè. Ho già George Clooney a casa e non desidero altri caffè. Ma nei negozi saluto praticamente sempre (anche perchè ormai molti degli addetti sono amici! parlo dei negozi di abbigliamento, nel caso ne esistessero altri..). L'unica ascensore che frequento è quella dell'ufficio (dovrebbero dare a lei il premio lentezza dell'anno) e saluto sempre. Punto superato!


4) Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con caro o cara...

Non amo troppo abbreviazioni e simboli, ad esclusione delle emoticons (avete provato a non usarle??? potrebbe cambiare del tutto il senso delle parole!!)..ma "caro" o "cara" a chi se lo merita! Punto superato al 90%


5) Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer...se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.

Ahia. Facile a dirsi. Credo di non essere più in grado di fare una cosa alla volta. Ormai, scrivo al pc parlando al telefono, leggo un libro ascoltando musica in sottofondo, cucino mentre pulisco la cucina, faccio la lavatrice mentre riordino il bagno, mando sms mentre leggo le email. Punto non superato! :-(


6) Evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall'altra parte della città.

La mia palestra è molto vicina a casa. Figli= 0 => Punto superato!


7) Non riempire l'agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli, impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto.

Solitamente non ho problemi a dire/dirmi di no. Ma i momenti di vuoto scarseggiano comunque... Punto superato al 50%.


8) Non correte per forza a fare la spesa, senz'altro la vostra dispensa vi consentirà di cucinare una buona cenetta dal primo al dolce.

Questi non hanno mai aperto la mia dispensa..Punto non superato.


9) Anche se potrebbe costare un po' di più, ogni tanto concediamoci una visitina al negozio sottocasa, risparmieremo in tempo e saremo meno stressati.

..e senza soldi in breve tempo, aggiungo! ;-) A parte gli scherzi, non disdegno la sera al ritorno a casa, un saltino al negozietto per qualcosa di fresco. Punto superato!


10) Facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta.

Buona idea. A meno che non si viva dispersi nel nulla. L'impresa di trovare una trattoria potrebbe rivelarsi ardua per l'allegra combriccola di lentoni. Io a piedi potrei giusto arrivare al McDonald o in pasticceria. Ma non credo che sia positivo per la mia salute. Punto superato al 50%.


11) La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv.

Ahia. Mea culpa. Punto non superato!


12) Evitate qualche viaggio nei week-end o durante i lunghi ponti, ma gustatevi la vostra città, qualunque essa sia.

Buona idea. Mi piace vagare per la città. Ma non rinuncerò alle gitarelle. Punto superato al 50%.


13) Se avete 15 giorni di ferie, dedicatene 10 alle vacanze e utilizzate i rimanenti come decompressione pre o post vacanza.

Ho sempre fatto così. Non sopporto l'idea di tornare dalle vacanze la domenica e dover alzarmi il lunedì per tornare al lavoro! Punto superato!


14)Smettiamo di continuare a ripetere:"non ho tempo". Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.

Verissimo. Proverò a dirlo ancora meno. Punto superato!


Ho superato completamente 6 comandalenti e parzialmente altri 6. Non sono poi messa malissimo... E voi, come ve la cavate? Quali sono i comandalenti più difficili da rispettare?

FURLA E L'ARTE

Furla non è solo borse. Dal 2008 Furla è anche una Fondazione che si occupa di garantire e dare continuità ai progetti attivati dal marchio in campo culturale. L'attenzione della Fondazione indaga su tutti i territori della creatività, dall'arte al fashion design, a sostegno dei giovani talenti che altrimenti non troverebbero vie, luoghi e possibilità per emergere. Amo molto questo marchio di borse, e ritengo che riesca ancora ad offrire una buon compromesso qualità/prezzo. Le sue collezioni inoltre, col passare degli anni riescono a non perdere l'originalità, pur riproponendo collezione dopo collezione anche alcuni pezzi cult. E la sua ricerca continua, la particolare attenzione ai talenti emergenti, mi rendono questo marchio ancora più sfizioso... Una delle dimostrazioni del loro impegno è il progetto "Talent Hub": avrete già visto la nuova Capsule Collection disegnata dai Leitmotiv e dedicata ad Alice nel Paese delle Meraviglie; è stata presentata durante il Fashion's Night Out di Vogue del 10 settembre 2009 ma si trova ora nei negozi.

Anche la stessa campagna pubblicitaria della PE 2010 è opera di un giovane talento bolognese, che si nasconde dietro lo pseudonimo di Sissi. Già nel 2002 aveva vinto il premio Furla per l'Arte ed ora le creazioni di Sissi sono protagoniste della campagna pubblicitaria degli accessori Furla.

Nelle sue performance, Sissi conduce una sorta di parodia o esasperazione del sistema della moda, e quindi dell'arredo del corpo, partendo dai valori ornamentali e del decoro e riporta l'accento sui valori della manualità e della fattura artigianale.


Questa campagna ha ispirato una mini collezione creata da Sissi stessa, la SISSI SPOT CAPSULE COLLECTION colorata e multifunzionale. La corda, composta da fili colorati, protagonista della collezione, riprende l’opera di Sissi «Al di là dello sguardo la corda lega». Si può utilizzare come tracolla per borse, come collana o cintura.. Si può utilizzare come tracolla per borse, come collana o cintura.





"Al di là dello sguardo la corda lega", Sissi, 2008.

(Parte delle informazioni le ho recuperate dal sito www.furla.com)

venerdì 12 marzo 2010

giovedì 11 marzo 2010

ABITO NUOVO ANCHE PER IL BLOG


Sarà questa neve che non se ne vuole andare ad avermi influenzata, sarà che la mia vista non sopportava più lo sfondo a pallini e me li vedevo pure addosso guardandomi allo specchio, ma ho deciso di volgere al bianco. PURO. PULITO. ORDINATO. Non si può dire una scelta originale visto che la maggioranza dei blog hanno questo sfondo, ma va bene. Mi ricorda le mie belle camicie bianche, senza una piega, ordinate nel cassetto. Il bianco è tutto. E si abbina con tutto, soprattutto! Oggi è spuntato un raggio di sole fra i tetti innevati... speriamo sia un segnale del bel tempo che arriva!

mercoledì 10 marzo 2010

...BACK AGAIN...





UMPF.

ALEXANDER MCQUEEN - LAST COLLECTION

Ieri a Parigi presso l'headquarter di PPR è stata presentata l'ultima collezione del designer inglese. 16 pezzi, creati completamente da lui a testamento del suo talento e della grande genialità che hanno sempre caratterizzato le sue creazioni. Fregi dorati, abiti quadro come le tele di un museo e piume. Riconoscibilissime le citazioni all'arte bizantina e a pittori come Sandro Botticelli e Heironymus Bosch.
Immagino l'atmosfera quasi sacra e la profonda commozione che si sarà respirata ieri in PPR. I presenti parlano di "una presentazione intima, solenne come un secondo funerale, toccante". E non stento a crederlo.
L'abito blu, il primo nella foto, ed il secondo, l'ultimo abito sfilato, con la lunga giacca di piume che si apre sul fondo in una nuvola di tulle con il bordo ricamato, sono i miei preferiti.

martedì 9 marzo 2010

PERSONAL SHOPPER

CHARITY BAG "Le Pandorine"

Apro con oggi un nuovo appuntamento del blog, che spero si ripeterà a cadenza (ovviamente irregolare ;-)... Una piccola vetrinetta di suggerimenti per lo shopping fra le tendenze moda di stagione, i must da non perdere, le curiosità, il tutto mediato dal gusto e le passioni personali.

Mi è sempre piaciuta l'idea di improvvisarmi una carriera da personal shopper (e, vista l'esperienza che ho nel campo, potrei anche avere successo! ;-) ma al momento la mia vita professionale viaggia su binari piuttosto lontani e così mi accontento di ritagliarmi un angolino virtuale.

Vorrei iniziare questa rubrica-post con un'iniziativa charity. Molte di voi (non so come, ma parlando di borse, mi viene spontaneo rivolgermi alle donne... mentre non dovrei scordarmi che sempre più frequenti esemplari di Homo Borsellus popolano le nostre strade) conosceranno già Le Pandorine, rese famose dal modello "YES, WE CAN" durante la campagna elettorale di Obama, che poi no sono altro che una variazione delle borse "I'M THE LUCKY BAG" a loro volta un tentativo di copiare il grande successo della "I'M NOT A PLASTIC BAG" di Anya Hindmarch. Non so voi, ma la mia preferenza è per lei, l'originale. Ho avuto la fortuna di essere fra le 1000 sorteggiate dal sito http://www.wearewhatwedo.org/, promotore della campagna a cui la Hindmarch ha dato il contributo, ed ho ricevuto a casa la prima versione della borsa (parliamo ormai del 2007!).

Anche quella delle Pandorine è un'iniziativa a scopo benefico: dal 20 aprile infatti (segnatevi la data!) sul sito www.pandoraborse.com/shoponline (attenzione il sito non è ancora attivo) al costo di 55 Euro si potrà acquistare la shopping bag Haiti di Le Pandorine e tutto il ricavato della vendita sosterrà l'iniziativa Insieme per Haiti dell'associazione no profit Anpil.

Direi che se la capienza è la stessa delle sue "sorelle", sarà un'ottima borsa per la stagione calda, per metterci i libri, per far la spesa o per andare in spiaggia.


lunedì 8 marzo 2010

MONDAY MOOD..

BEWARE OF THE (SLEEPING) DOG!

venerdì 5 marzo 2010

Se tu mi tagghi..io rispondo!

Rispondo al simpatico invito di Sioux che mi invita a partecipare a questo gioco che consiste nel dire 7 cose su di sè, postare una canzone che ti identifica particolarmente, parlare delle cose che ti rendono più felice e passare il testimone ad altri 7 blog (To my international readers: you should write a post sharing 7 things about yourself, posting your most significant song, talking about several things that make you happy and then tagging 7 other bloggers. It seems easy, isn't it? ;-).

Cerco di fare mente locale fra le miriadi di cose che vorrei/potrei scrivere e mi attengo all'essenziale:

SU DI ME

1- sono una Gemelli, di quelle che si potrebbero definire un "bel caratterino";



2- mi piace fare shopping (anche online) preferibilmente da sola; la trovo una cosa molto rilassante;



3- mi definisco una voluminous reader, anche se mi è sempre più difficile trovare il tempo per dedicarmici come si deve; compro libri appena posso, sono appassionata degli inglesi, dai classici ai contemporanei, e mi piace leggerli in lingua originale;

4- amo le metropoli, perdermi nelle loro strade, scoprire cose nuove. 3 su tutte: Milano, Londra, New York;

5- il sole è tutto. In inverno rischio la letargia;

6- sono nata fra il lago e le montagne, e li porto nel cuore;


7- Ho qualche sogno nel cassetto (e prima o poi qualcuno lo realizzo), ma la mia vita è perfetta anche così.


COSE CHE MI RENDONO FELICE


1- il profumo del caffè mentre sonnecchio fra le lenzuola la mattina;


2- un bel mazzo di fiori in casa;


3- vedere felici le persone a cui tengo;


4- tornare a casa la sera e ricordarmi all'improvviso che è la serata di Dr. House!


5- riuscire a portar a termine tutto ciò che avevo programmato di fare;


6- una vacanza;


7- una bella giornata luminosa, col cielo blu e le nuvolette bianche pannose


Per quanto riguarda il terzo punto... Forse è la cosa più difficile, se non impossibile... Non riesco a scegliere una canzone che mi identifichi, ce ne sono troppe, una per ogni momento importante dalla mia adolescenza in poi... "Romeo and Juliet" dei Dire Straits, "More than Words" degli Extreme, "Bohemian Rapsody" dei Queen, "Notte prima degli esami" di Venditti, passando per i R.E.M., i Green Day, Elton John, Vasco Rossi e Ligabue. Scelgo una bellissima canzone, anch'essa fra le mie preferite, perchè questa mattina mi sono svegliata con lei nella mente:

Francesco De Gregori, "Pezzi di Vetro"

Ed ora è il momento di passare il testimone... Ecco le nominations:

1. Scarpanera

2. My Darling Bubu

3. ShampaLove

4. Il Beauty di Hydancia

5. Stelle e Stelline

6. San Diego B&B

7. Life Mixer

mercoledì 3 marzo 2010

Qual è il tuo colore?





Mentre qui fuori sembra essere tornato novembre (l'immagine qui sopra mi è testimone) ed il bel calduccio di ieri, il sole, il cielo blu e gli uccellini cinguettanti sembrano un lontano ricordo, per il teatime odierno vorrei parlarvi di uno dei libri che sto leggendo, l'ultimo di Cinzia Felicetti.





Il titolo? "Più bella con i tuoi colori". E qui permettetemi una riflessione: ma la carissima Cinzia non poteva scegliere un titolo migliore? Faccio quasi fatica a pronunciarlo... Che titolo è?? Sembrano le parole che userebbe un pubblicitario come slogan per dei nuovi assorbenti colorati..o roba del genere..MMah. Va bene che siamo tutte principesse (Oddio.. l'ho detto veramente?!?), però avrei gradito qualcosa un pò meno DonnaLetizia... Che poi io ammiro molto la Felicetti, "Assolutamente Glam!" è un mio classico, di quelli da ripassare ogni tanto, e la ritengo oltre una brava giornalista anche un'esperta in materia di moda ed eleganza. Trovo molto interessanti le sue citazioni sulla storia dell'evoluzione dei costumi e i vari aneddoti sui fondatori delle case di moda. Diciamo che dovrebbe cambiare chi le suggerisce i titoli anche se capisco che questa scelta faccia molto American Style. Chiusa riflessione sul titolo. Per il momento sono all'inizio del libro. Dopo una carrellata fra i colori ed il loro significato - da cui ho imparato che alla fine nessun colore ha solo lati positivi ma ognuno ha i suoi pro ed i suoi contro, tanto per rendere tutto più semplice - nel capitolo successivo vengono elencate le macro categorie di appartenenza a cui risalire in base a differenze nell'incarnato, nei colori degli occhi, dei capelli. Per riconoscersi meglio l'autrice identifica delle capo-categoria a cui paragonarsi: Audrey Hepburn, Grace Kelly, Katharine Hepburn, Marilyn Monroe. Dopo un primo momento di difficoltà (sembrava essenziale riuscire a capire di che colore fossero le mie vene in trasparenza sul polso..se verdi o blu..) posso felicemente dichiararmi appartenente alla categoria AUDREY HEPBURN!! (Lo sapevo. Non poteva essere altrimenti! Io adoro Audrey!!!).




Devo dire che per ora il libro promette bene. Nonostante il titolo un pò alla Charlotte York. E voi, l'avete già letto?

lunedì 1 marzo 2010

STILE E PRATICITA'.




Durante le (poche) pause relax del mio weekend cittadino ho fatto un giro su TheSartorialist, un appuntamento sempre piacevole e interessante, che molto spesso scatena riflessioni. Questa volta mi ha colpita questa immagine: un newyorkese dall’abbigliamento molto raffinato, abito con panciotto in tweed grigio scuro, cappotto grigio, sciarpa grigio/tartan e ai piedi …un paio di stivali in plastica modello Wellington. Prove a suo favore erano vari mucchi di neve, pozzanghere sul marciapiede ed una luce grigia e fredda tipica di una giornata di febbraio a New York. Non ho potuto far a meno di commentare. Quest’uomo è un grande! Ma anche rendermi conto che questo non potrebbe certo avvenire qui in Italia. Girovagando per Londra e New York ho sempre ammirato il loro apparente "menefreghismo" alla moda, a favore della praticità (e soprattutto non necessariamente a discapito dello stile). Soprattutto in fatto di clima e calzature. Le mie colleghe UK si presentavano in ufficio in perfetti tailleur di sartoria e decollete, poi le scorgevo prepararsi al ritorno a casa infilandosi un paio di scarponcini da trekking e sistemando le scarpette in zainetti o shopper. Ricordo una bellissima donna che aspettava la metro in piena Upper Manhattan: alta, elegantissima, incantevole con un paio di Chanel mozzafiato. Ad un certo punto è scesa dai suoi tacchi con nonchalance e dalla sua borsa gigante ha estratto un paio di ballerine consunte e se le è messe ai piedi. Mi è sembrato un comportamento intelligente: se devo camminare molto, mi porto un paio di scarpe comode; se piove, mi metto degli stivali impermeabili. E mi resta comunque la possibilità di ritornare impeccabile per l’ufficio/l’aperitivo/l’occasione particolare solamente cambiandomi le scarpe. In questi inverni italici sempre più umidi e nevosi ho ormai anche io preso quest’abitudine che, ammettiamolo, ci dà anche la possibilità di farsi delle gran scarpinate in pausa pranzo per raggiungere il negozio preferito senza rischiare slogamenti o piaghe ai piedi.
Mi rendo però conto che qui in Italia, e soprattutto nelle città meno grandi e dalla mentalità ancora troppo provinciale (e quindi le città che restano si contano sulla punta delle dita) questo sia ancora un azzardo. Non che manchino gli stivali in gomma da pioggia qui. Non sia mai. Ogni buona bimba/ragazza/donna attenta alla moda ne ha un paio. Già. Perché fanno tendenza (che in Italia la parola si traduce in OSSESSIONE). Peccato che spesso o per mancanza di un proprio stile o coscienza estetica o per sindrome della pecora nel gregge (è molto più facile copiare l’outfit più diffuso senza chiedersi troppo se è adatto o meno a se stessi) l’utilità di un capo scompare a favore dell’estetica. Uno stivale da pioggia è utile 1. nel momento in cui piove o nevica (meglio specificarlo perché non è da tutti capirlo); 2. a prescindere da ciò che si indossa. Invece in Italia quando piove ti guardi in giro e vedi un’orda di donnine probabilmente pronte a partire per un lungo weekend in una qualche sperduta contea dell’Essex; la tenuta tipica è infatti: pantalone in fustagno attillato infilato nello stivale e di quelli con il rinforzo sull’interno coscia (certo, sai mai che il duca di Wellington ti inviti ad una cavalcata), giacca in lana o in velluto a coste, con le toppe ai gomiti (ma assolutamente griffata, guai se le toppe fossero vere!), sciarpona in tinta, spolverino all’occorrenza (meglio se certificato by Her Majesty The Queen) ed un bel cappellino cerato. Inutile dire che la necessità di avere sempre tutto abbinato porta le sciagurate in questione a possedere almeno 3-4 paia di stivali in gomma, nei colori basici ed in un colore-moda. Italia: Estetica batte Praticità 1-0. Che dire, nessuno è perfetto.

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ENGLISH SUM-UP:


Rain, Wellies & Italy..


Look at this picture on TheSartorialist: Great! He's ssso New Yorker!I have wellies in grey ice and use them with my usual working clothes (often jacket and skirt/trousers and often black) with a pair of stilettos in my bag. But in Italy people aren't so used to this. We do have wellies here. Unfortunately a lot (as everything that become a trend, we then want to have it). But we aren't ready to put them on with everything (because this is their function, their use: you put them on when it's rainy or snowy). No, we have to create a perfect look for them, as we all should be ready to leave for a weekend in some x-shire english county...

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